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Non esiste una «dose» valida per tutti.
Gli effetti del consumo moderato di alcol nella giungla degli studi spesso contradditori
Bere un po' di vino fa bene o fa male?
Domanda delicata ma necessaria, vista la mole di ricerche spesso contraddittorie sul tema: durante l'ultimo congresso della Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare, ad esempio, è stato presentato uno studio italiano secondo cui anche un consumo moderato di alcol potrebbe avere effetti negativi sul cuore di persone con fattori di rischio cardiovascolare; nello stesso periodo sull’European Heart Journal è uscita una ricerca Usa che, al contrario, dimostra come chi sopravvive a un infarto e beve un pochino di vino con regolarità abbia una mortalità più bassa.
La ricerca italiana, condotta da Maria Grazia Modena, docente di cardiologia all'Università di Modena-Reggio Emilia, ha coinvolto 300 uomini e donne che dovevano sottoporsi a una coronarografia perché avevano sintomi cardiaci o fattori di rischio cardiovascolare importanti; indagando il loro consumo di vino, la cardiologa ha scoperto che berne un paio di bicchieri al giorno può aumentare di circa il 15% il rischio di danni alle coronarie.
«Si tratta di emiliani, cioè persone che non seguono proprio da vicino i dettami la dieta mediterranea — specifica Modena —. Detto ciò, l'effetto negativo si ha specie in chi ha fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, diabete, fumo, obesità: in questi soggetti, che già hanno una probabilità alta di danni coronarici, l'alcol pare diventare un fattore che moltiplica il rischio di lesioni ai vasi cardiaci. I dati perciò impongono cautela, indicando che le dosi da non superare sono probabilmente un po' inferiori al previsto: nel nostro caso gli effetti deleteri si sono osservati già con 20-30 grammi di alcol anziché con i 40 che l'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non superare. Del resto è noto che l'alcol ad alte dosiè dannoso su fegato, vasi e cuore: i risultati del nostro studio confermano che è bene non esagerare, specie se si è avanti con gli anni, si fuma, si soffre di pressione alta, diabete o si ha il colesterolo alto».

Di tutt'altro tenore i dati dello studio americano, in cui sono stati seguiti per 20 anni duemila uomini che avevano avuto un infarto: chi beveva un paio di bicchieri di alcolici al giorno ha visto ridursi del 14% la mortalità generale e del 42% quella per cause cardiovascolari rispetto agli astemi, con effetti più consistenti in chi era un bevitore moderato già prima dell'infarto. Nei primi mesi del prossimo anno dovrebbe essere pubblicato un documento «di consenso» delle Società scientifiche italiane sulle conseguenze di un consumo moderato di alcol.

Nel frattempo però come orientarsi? Quali sono i veri effetti del vino sul cuore? «Intanto va chiarito che per consumo moderato si intende non superiore ai 40 grammi di alcol al giorno per l'uomo (circa 3 bicchieri di vino) e ai 20-25 nelle donne (2 bicchieri) — spiega Andrea Poli, direttore scientifico della Nutrition Foundation of Italy —. Gli studi indicano che entro questi limiti si possono avere effetti cardiovascolari favorevoli: l'azione dell’etanolo presente negli alcolici dipende per il 60% dall'aumento del colesterolo «buono» HDL, per un 30% dalla riduzione dell’aggregazione delle piastrine e quindi della formazione di trombi e per un 10% dal miglior controllo della glicemia. Esiste una chiara relazione tra dose consumata e risposta osservata ma i dati arrivano da studi di «osservazione» e mai di intervento, per cui è complicato avere la certezza assoluta di un effetto positivo: il profilo cardiovascolare migliore potrebbe in parte dipendere dal fatto che un bevitore moderato è, in media, una persona con un buon stile di vita. Inoltre va detto che l'alcol tende ad aumentare il rischio di ictus emorragici».

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